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Il prezzo della crisi pagato dai comuni mortali

Approvata la finanziaria da 24 miliardi di euro per gli anni 2011 e 2012 per riportare il deficit sotto controllo :  sotto la soglia del 3%.

24 miliardi (e i 5,5 miliardi da dare alla Grecia sono inclusi o no?) in 2 anni che devono pur saltar fuori da qualche parte.
Dopo 2 anni in cui si invocava all’ottimismo e si maledivano i gufi ecco arrivare tra coppa e collo una stangata.
Se per sino l’alter-ego di Berlusconi, Gianni Letta, si spinge a dire pubblicamente che ci saranno duri sacrifici e che bisogna evitare il “rischio Grecia”, beccandosi pure i rimbrotti del suo capo, allora significa che il conto alla rovescia ora è di dominio pubblico.
A pagare per la maggior parte saranno enti pubblici (regioni, province, comuni) ed i dipendenti pubblici (tfr rateizzato in 3 soluzioni, blocco stipendi e produttività per 4 anni, blocco turnover).
Ma intanto la Sicilia indipendente ne assume 4.500 e chi paga?
Poi alcune strane misure vampiresche alla Visco (tracciabilità dei pagamenti in contanti passano da 12.500 a 5.000 euro e fattura telematica oltre i 3.000 euro) e alcune curiosità :

  1. Dal 2011 per avere l’assegno di invalidità si passerà dal 74% al 80%
  2. Riduzione del 10% degli stipendi dei politici (ministri e sottosegretari non parlamentari, mentre a deputati e senatori ci penseranno le camere di appartenza, forse…) ma solo per la parte eccedente gli 80.000 euro. Il che significa che se un politico ha una retribuzione annua intorno ai 100.000 euro il 10% si calcolerà su 20.000 euro e non sul totale. Quindi per l’esempio citato 2.000 euro in un anno, pari a 166 euro mensili. Cosa sono 166 euro su un totale di circa 15.000 mensili? L’ 1,1 % di riduzione sullo stipendio complessivo.
  3. Il taglio dei contributi elettorali ai partiti, invece che del 50% sarà solo del 20%, quindi al posto di 1 euro saranno riconosciuti 80 cent.

Qui maggiori dettagli sulla manovra approvata ma sembra non proprio definitiva, si spera.

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  1. 26 maggio 2010 a 10:34 | #1