Due pesi e due misure
Dal 2012 le donne della pubblica amministrazioni vedranno aumentata l’età pensionabile da 60 a 65 anni.
Nel consiglio dei ministri di domani probabilmente decideranno se aumentarla in un sol colpo e se spalmarla su 2 anni (anzi meno).
Il ministro Sacconi ha detto che non c’è possibilità di un aumento graduale spalmato fino al 2018 perchè l’Unione Europea, tramite il commissario di riferimento, non tratta su questo punto.
Ed ha anche ricordato che l’Italia deve adeguarsi alle indicazioni che arrivano dall’Europa per evitare sanzione che potrebbero portare addirittura al pagamento di multe per ogni giorno di ritardo da un minimo di 11.904 e un massimo di 714.240 euro.
Non discutiamo nel merito l’opportunità di aumentare l’età pensionabile delle donne della PA, nè la gradualità ma la coerenza di certi personaggi.
Adesso tutto cioò che dice l’Unione Europea è sacro ma quando faceva comodo si è preferito pagare le sanzioni (con le nostre tasse quindi) per evitare che rete4, di proprietà del presidente del consiglio Berlusconi, fosse spostata sul satellite per far posto a chi aveva ottenuto in realtà le concessioni, cioè Europa7.
E’ quindi corretto dire che Emilio Fede, in virtù delle sanzioni imposte da gennaio 2009, ci costa 350.000 euro (soldi nostri) al giorno, per un totale di 130 milioni di euro nell’anno 2009.
Senza contare che la sentenza ha valore retroattivo dal 1 gennaio 2006.
Fate un pò i conti di quanti soldi si tratta.








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