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Posts Tagged ‘mafia’

Se al sud applaudono i boss

29 aprile 2010 2 commenti

Applausi ad Agrigento e Reggio Calabria per boss dell’andrangheta e della mafia arrestati ed in permesso premio.
A Reggio Calabria viene arrestato Giovanni Tegano, latitante da 17 anni, e la folla gli rende omaggio applaudendolo mentre ad Agrigento la folla applaude l’ergastolano Salvatore Messina, di rientro in famiglia per vedere moglie e figli.
Complimenti!

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Dell'Utri : Io senatore per non finire in galera"

10 febbraio 2010 Nessun commento

Uno stralcio dell’ intervista sul Fatto Quotidiano :

“A me della politica non frega niente, io mi sono candidato per non finire in galera”. Freccia-rossa Milano-Roma. Marcello Dell’Utri, senatore del Pdl condannato in primo grado a nove anni per mafia, si addormenta, seduto al suo posto, dopo aver mangiato un panino nella carrozza ristorante. Con lui, una guardia del corpo. Poi squilla il telefono e Dell’Utri – faccia dimessa – si sveglia e parla volentieri, a voce bassa.

[...]

Non sente una responsabilità, visto il suo ruolo politico?

Io sono un politico per legittima difesa. A me della politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Quando nel 1994 si fondò Forza Italia e si fecero le prime elezioni, le candidature le feci io: non mi sono candidato perché non avevo interesse a fare il deputato.

Poi, nel 1995, l’hanno arrestata per false fatture.

Mi candidai alle elezioni del 1996 per proteggermi. Infatti, subito dopo, è arrivato il mandato d’arresto.

Mafia spa prima azienda d'Italia

1 febbraio 2010 Nessun commento

La crisi non ferma la mafia spa. Ed è allarme usura. Il XII rapporto SoS Impresa

La Mafia Spa non teme e non conosce crisi.
Lo sostiene il XII Rapporto SoS impresa, secondo il quale il fatturato complessivo ha raggiunto i 135 miliardi di euro ed un utile che sfiora i 70 miliardi al netto di investimenti e accantonamenti.
Dalla filiera agroalimentare, dai servizi alle imprese e alla persona, dagli appalti alle forniture pubbliche, al settore immobiliare e finanziario, la presenza criminale si espande e le conseguenze sono ancora pesanti per gli imprenditori: 1300 reati al giorno, 50 all’ora, quasi uno al minuto. In periodi di crisi – sostiene il rapporto SoS impresa – i soldi delle mafie, la loro grande liquidità, benché “sporchi” fanno gola.
E il settore maggiormente in crescita appare, in tempi di crisi economica e di difficoltà di accesso al credito proprio l’usura che nel 2009 ha toccato un vero e proprio boom: oltre 200 mila commercianti colpiti con un giro di affari attorno ai 20 miliardi di euro. Esplode l’usura di giornata con soldi prestati il mattino e ritirati con una maggiorazione del 10% la sera, mentre capita che l’usuraio si presenti anche davanti ai cancelli di una fabbrica in attesa di clienti.Il rapporto lancia anche un forte allarme che riguarda la disoccupazione: licenziamenti, cassa integrazione, disoccupazione soprattutto in contesti degradati potrebbero avvicinare molti giovani ad attività illecite.
Attraverso un percorso graduale dai contesti border line legali-illegali come la contraffazione. Gioco d’azzardo, truffe, potrebbero essere catapultati tra gli effettivi di organizzazioni criminali.

Fonte : Confesercenti

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UDC : Cuffaro condannato a 7 anni per mafia

25 gennaio 2010 Nessun commento

Favoreggiamento aggravato per avere agevolato la mafia e rivelazione di segreto istruttorio

PALERMO – Salvatore Cuffaro è stato condannato in appello a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato la mafia e rivelazione di segreto istruttorio. L’accusa aveva chiesto una condanna a otto anni. Il 18 gennaio 2008 in primo grado l’ex presidente della Regione Sicilia, ora senatore dell’Udc, era stato condannato a cinque anni in quanto era stata esclusa l’aggravante mafiosa. Per quanto riguarda gli altri imputati, Giorgio Riolo è stato condannato a otto anni (riconosciuto il concorso esterno e non più il favoreggiamento aggravato) e Michele Aiello a 15 anni e sette mesi.

«RISPETTO LA SENTENZA» – «L’ho detto prima e lo ripeto anche adesso che avrei rispettato la sentenza con serenità e lo farò anche adesso». È stato il primo commento alla sentenza di Salvatore Cuffaro. «So di non essere mafioso e di non avere mai favorito la mafia. Da cittadino avverto la pesantezza di questa sentenza, che però non modifica il mio percorso politico», ha aggiunto il senatore Udc. «La corte ha rivalutato il materiale processuale con una meditazione ulteriore che è poi l’essenza del processo di secondo grado», ha commentato il procuratore generale Daniela Giglio, che ha sostenuto l’accusa al processo d’appello.

«LASCIO INCARICHI IN UDC» - Cuffaro ha poi fatto sapere di lasciare ogni incarico nel partito. «Prendo atto però della sentenza della Corte. In conseguenza di ciò lascio ogni incarico di partito. Mi dedicherò, con la serenità che la Madonna mi aiuterà ad avere, alla mia famiglia e a difendermi nel processo, fiducioso in un esito di giustizia».

INTERDIZIONE PERPETUA – In primo grado Cuffaro era stato anche condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione che però sarebbe scattata solo in caso di conferma del giudizio anche in appello.

LA VICENDA – A Cuffaro la procura contesta il reato di violazione del segreto istruttorio accusandolo di aver fatto sapere al boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, attraverso un suo amico ed ex assessore comunale Udc alla sanità, Domenico Miceli (condannato a 8 anni), che nell’abitazione del boss erano state installate microspie e bruciando in questo modo l’inchiesta. Cuffaro avrebbe appreso dall’ex maresciallo dei carabinieri, Antonio Borzacchelli, poi eletto deputato regionale, dell’esistenza di microspie sistemate dagli investigatori del Ros nell’abitazione di Guttadauro. La procura sostiene anche che Cuffaro si sarebbe incontrato nel retrobottega di un negozio di Bagheria con Michele Aiello, imputato nello stesso processo con l’accusa di associazione mafiosa e ritenuto un prestanome del boss Bernardo Provenzano. La versione di Cuffaro è che l’incontro con Aiello riguardava il tariffario regionale, in quanto Aiello all’epoca era proprietario di una clinica di Bagheria all’avanguardia per la cura dei tumori.

FAVA: «SI DIMETTA» – «Le sentenze si rispettano dimettendosi. Totò Cuffaro, diventato senatore della Repubblica per mettersi al sicuro dalla giustizia, è una vergogna per tutto il Paese». È quanto afferma Claudio Fava, coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà.

Fonte : Corriere della Sera

Mafia : Condannato Mercadante Ex deputato Forza Italia

29 luglio 2009 Nessun commento

PALERMO – Per il gip che, nel 2006, ne ordinò l’arresto, sarebbe stato tanto vicino al capomafia Bernardo Provenzano da far parte di “una Cosa sua”, più che di Cosa Nostra. Un’espressione che dà l’idea dello stretto legame che univa il padrino di Corleone a Giovanni Mercadante, il medico eletto all’Assemblea Regionale Siciliana nelle fila di Forza Italia, oggi condannato per mafia a 10 anni e 8 mesi. [...]

Fonte : Ansa

Camorra a Verona

25 maggio 2009 2 commenti

Boss della camorra viveva libero a Verona. Arrestato, era ricercato per omicidio

VERONA (22 maggio) – È stato arrestato ieri dalla Squadra Mobile di Verona su indicazione dei colleghi napoletani, Giacomo Cavalcanti, 57 anni, ex boss della camorra flegrea, trasferitosi da qualche anno a Verona, città nella quale viveva tranquillamente, senza timori di essere rintracciato.
Il provvedimento è stato adottato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Quarta Sezione della Corte di Assise di Napoli su richiesta del pm a seguito della condanna inflittagli dalla stessa Corte in primo grado a 24 anni di reclusione per l’omicidio di Alvino Frizziero, cognato del boss del Vomero Giovanni Alfano, ammazzato in una traversa di viale Gramsci il 27 novembre del 1985. [...]

Articolo completo

Coesto l’è el risultato de la leje sul sojorno obligato fata da’l stato italian, che la g’ha permeso de far vegner star chi in Veneto i mafiosi in “esilio”.
Da lì, dai ani 70, gh’è nata la mala del brenta de Felice Maniero e altre organizazion criminai ligà co le mafie del sud.
Da lì g’ha scumizià a nasare imprese par riciclar i schei in Veneto.
Da chel momento lì, come se ghe ne fuse ‘ncora bisogno, se g’ha capio che el Veneto par l’italia l’era solo na patumiera.

La dimenticanza di Fini ?

30 marzo 2009 Nessun commento

la cerimonia conclusiva dell’anno accademico del Parlamento della Legalità

«La mafia è una dittatura, ribellatevi»

Il presidente della Camera Fini a Bagheria: «Lottare con le “armi” della legalità. Nessun mafioso a Montecitorio»

Articolo Completo

Ricapitolando : Nessun mafioso a montecitorio (camera) !

E a Palazzo Madama (senato) ?