Archivio

Posts Tagged ‘nord’

I presidi del sud rinunciano ai posti al nord

4 settembre 2009 Nessun commento

In Lombardia 67 poltrone vuote, altre in Piemonte e Veneto

In Puglia, Sicilia e Campania 240 idonei senza sede

Dopo il diktat di Vicenza liberi 150 posti

ROMA – I presidi del meridione snobbano le poltrone al Nord. La temuta invasione nelle regioni settentrionali di capi d’istituto provenienti dal Sud quest’anno non c’è stata. Tantissimi aspiranti meridionali alla dirigenza scolastica, nonostante la disponibilità dei posti nelle regioni padane, hanno preferito continuare a respirare l’amica aria di casa piuttosto che spostarsi al Nord. A costo di rimetterci il posto da dirigente scolastico. Ambiente ostile, magari determinato dalle ultime uscite della Lega, accidia o altro? E’ difficile dirlo. Sta di fatto che l’anatema lanciato un mese e mezzo fa dal consiglio provinciale di Vicenza contro i presidi non autoctoni ha centrato l’obiettivo. La mozione Martini, dal nome dell’assessore alla scuola (Morena Martini, Pdl) che l’ha presentata, puntava il dito contro le commissioni giudicatrici dei concorsi a preside delle regioni meridionali. Le quali, nell’espletare il concorso, hanno reso idonei un numero di candidati in esubero ben superiore al 10 per cento dei posti disponibili. Con la conseguenza che negli anni successivi questi idonei hanno percorso l’Italia verso Nord alla ricerca di sedi libere.

Ora le preferenze degli interessati sono cambiate. I calcoli che descrivono l’nconsueta carenza di pretendenti alla poltrona di capo d’istituto in quattro regioni settentrionali, all’indomani di tutte le nomine in ruolo, li ha fatti la Flc Cgil. Per comprendere l’anomalia della situazione basta guardare i numeri a dare un´occhiata a quello che è successo l’anno scorso. Dopo mesi di tira e molla con i sindacati, lo scorso 31 luglio il ministero annuncia l’immissione in ruolo di 647 neodirigenti scolastici e comunica i singoli contingenti regionali. Ad attendere il provvedimento sono gli idonei agli ultimi tre concorsi banditi su scala regionale: in prevalenza meridionali rimasti nella loro regione senza sede. Qualche giorno dopo, il ministero comunica anche i posti disponibili per la cosiddetta “fase interregionale”: la possibilità offerta con un decreto milleproroghe agli idonei rimasti senza posto nella propria regione di richiederne un’altra. L’anno scorso, i posti disponibili nelle regioni settentrionali vennero quasi tutti occupati da meridionali. Quest’anno, le cose sono andate diversamente: in Lombardia 67 poltrone sono rimaste vuote. Stesso discorso per Piemonte, Veneto e Liguria. In Veneto, ad esempio, su 37 presidenze disponibili ne sono state occupate appena 9. E dire che in Campania, Sicilia e Puglia ci sono ancora circa 240 idonei senza sede che avrebbero potuto chiedere una delle 150 sedi rimaste libere al Nord. Ma non lo hanno fatto.

Fonte : La Repubblica

Vita da single più dura al Nord

14 agosto 2009 Nessun commento

Per un giovane della ‘generazione 1.000 euro’ non basta lo stipendio mensile per vivere da solo nelle città del Nord. E’ quanto emerge da una stima dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Ref, Fimaa Milano, Consulente Immobiliare, Mse, Uffici comunali di statistica, Isae, Istat, Registro Imprese.

Per le spese vive, un giovane single che lavora e vive da solo a Milano può arrivare a spendere mensilmente circa 1.300 euro, di cui più della metà per l’affitto. E cosi’, per arrivare a fine mese, serve l’aiuto di mamma e papà. Per le stesse spese bastano, a un giovane single, circa 860 euro a Palermo e circa 870 a Bari. A fatica è sufficiente lo stipendio di 1.000 euro a un giovane che abita nel Nord a Monza e a Bergamo e nel Sud a Napoli, città dove servono per vivere soli rispettivamente circa 1.060 euro, 1.020 euro, 1.050 euro, senza fare pero’ acquisti personali o per il tempo libero.

Lo studio calcola le cifre che un under trenta italiano che vive da solo puo’ arrivare a spendere al mese tra vitto e alloggio, considerando le spese per l’affitto e per una giornata tipo, senza contare gli acquisti personali e per il tempo libero. Si scopre cosi’ che chi va a vivere da solo in un monolocale a Milano paga d’affitto mediamente circa 700 euro al mese, 500 a Monza, circa 470 Napoli, mentre il canone medio di locazione per un monolocale scende a 378 euro mensili a Bari e 333 euro mensili a Palermo. Se si prendono in considerazione i redditi medi netti riferiti ai giovani delle diverse citta’ italiane, oscillano tra i 1.050 euro di Milano ai 630 euro di Napoli. E i genitori prestano mensilmente ai propri figli ‘fuori casa’ circa 130 euro a Monza, 260 euro a Milano, piu’ di 400 euro a Napoli

Fonte : Rai24News

Bankitalia : al Sud la vita è meno cara

10 agosto 2009 Nessun commento

Il confronto con i dati del 2006

Lo studio di Bankitalia: al Sud la vita è meno cara (-16,5%)Sensibile la differenza del costo degli affitti che, al Sud, è di circa il 60% di quello del Centro Nord

ROMA – È pari al 16,5% il divario del costo della vita tra Nord e Sud. È quanto si evince da un «occasional paper» sulle differenze nel livello dei prezzi al consumo tra Nord e Sud riferiti al 2006, e pubblicato da Bankitalia. Dall’analisi, viene inoltre sottolineato che il divario territoriale di sviluppo misurato attraverso il rapporto del Pil procapite, è stato sempre nel 2006 pari al 58,2%. Secondo lo studio, considerando soltanto i prezzi dei prodotti alimentari, abbigliamento e arredamento (ai quali è attribuibile circa un terzo della spesa per consumi delle famiglie), il costo della vita nel Mezzogiorno risulta inferiore di circa il 3% rispetto al Centro Nord. Sensibile la differenza del costo degli affitti che, al Sud, è di circa il 60% di quello del Centro Nord, a parità di caratteristiche qualitative degli immobili. Invece, il costo dei combustibili e dell’energia risulta di poco superiore nel Mezzogiorno (2,2%) rispetto al Centro Nord.

GLI ALIMENTARI - Considerando quindi i prodotti alimentari, gli affitti e anche le componenti energetiche nel calcolo dell’indice del costo della vita, il divario tra Centro Nord e Mezzogiorno sale verso il livello del 20%. Ma nello studio si precisa che i prezzi dei servizi rilevati sono rappresentativi solo di alcune componenti della spesa di servizi (come sanità, riparazioni, altri beni e servizi, voci che assorbono il 16% della spesa) mentre per i restanti prodotti non ci sono differenze territoriali (per un valore del 22% del totale della spesa): tenendo allora conto di questi fattori, l’indice complessivo del costo della vita risulta pari a 89,3 nel Mezzogiorno e a 107,8 al Centro Nord. Ciò significa che nelle regioni meridionali il livello dei prezzi è del 17% inferiore a quello del Centro Nord. Se invece nel computo, viene considerato inoltre il maggior onere nel Mezzogiorno per i premi di assicurazione dei mezzi di trasporto, il valore scende al 16,5% circa.

Fonte : Corriere della Sera