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Posts Tagged ‘pdl’

Manifestazione PDL : disoccupati ingaggiati per 100 euro

20 marzo 2010 Nessun commento

Agenzie interinali chiamano i disoccupati offrendo 100 euro per partecipare alla manifestazione di Roma con la maglietta “Meno male che Silvio c’è”.
Denis Verdini, coordinatore del PDL, che “bacchetta” i dirigenti abruzzesi perchè non riescono a portare i terremotati d’Abruzzo alla manifestazione di Piazza San Giovanni.
In una piazza che può tenere massimo 160.000 persone loro riescono a farcene stare minimo 500.000
Una dedica speciale a questi politici disperati con la canzone “Mamma mia dammi cento lire” che oggi diventa “Berlusconi mio dammi cento euro”.

L'emergenza meridionale

23 ottobre 2009 1 commento

IL SUD TRAVOLTO DALLE INCHIESTE

L’inchiesta che coinvolge l’ex ministro della giustizia Cle­mente Mastella, alcuni suoi familiari ed esponenti dell’Udeur è l’ultimo tassel­lo che si aggiunge alle affol­latissime cronache politi­co- giudiziarie campane. Ha scioccato tutti il caso di Castellammare di Stabia: il camorrista con tessera del Pd che ha ammazzato un consigliere comunale del suo stesso partito. Poi c’è stata la sconsolata intervi­sta ( Corriere , 20 ottobre), di fatto una dichiarazione di impotenza, di Enrico Mo­rando, commissario straor­dinario del Partito demo­cratico in Campania. Men­tre, a pochi giorni ormai dalle primarie del Pd, si di­scute se sospenderle o no in Campania, date le condi­zioni in cui versa il partito (come dimostrano i tesse­ramenti gonfiati dalle lotte di corrente). Una débâcle per il Pd in una regione nel­la quale la sinistra è domi­nante da decenni. Si ag­giunga, per completare il quadro campano, che an­che a destra, nelle fila del­l’opposizione, non se la passano bene. Come mo­stra il conflitto, interno al Pdl, sulla candidatura alle regionali di Nicola Cosenti­no, a sua volta coinvolto in un’indagine per presunte relazioni con la camorra.

Premesso che l’unico modo per salvaguardare un minimo di civiltà è te­nersi abbarbicati alla pre­sunzione di non colpevo­lezza per qualunque inda­gato, resta che i discorsi che si sentono fare sanno di vecchio. Si può continua­re a guardare il dito anzi­ché la luna e raccontarsi che il problema sono le «in­filtrazioni » criminali nei partiti o il clientelismo dei politici. Ma significa pren­dersi in giro. I partiti, orga­nizzati o no, pesanti o leg­geri, sono strutture che si adattano all’ambiente. L’ambiente è il Paradiso? I partiti saranno composti da angeli. L’ambiente è l’in­ferno? Prevarranno i diavo­li. L’ambiente chiede soste­gno al mercato? E’ ciò che i partiti daranno. L’ambien­te chiede spesa pubblica e clientelismo? I partiti sod­disferanno la richiesta.

Non è dai partiti ma dal­la società che dovrebbe partire la bonifica. Il pro­blema (che sta mettendo a rischio l’unità stessa del Pa­ese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c’è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogior­no. Non ce l’ha la destra co­me non ce l’ha la sinistra. A meno che non si dica che il progetto per il Mez­zogiorno sia il federalismo fiscale (si può immaginare l’effetto catartico del fede­ralismo fiscale su Castel­lammare di Stabia). O la banca del Sud. O i piani per una «Lega Sud» (che sarebbe anche una buona idea ma solo se il suo slo­gan fosse «mettiamoci a fa­re denaro», ossia impegna­moci per lo sviluppo, anzi­ché «dateci i denari»).

Forse sarebbe il caso di convenire che in ampie zo­ne del Sud (non in tutte, certo) mancano attualmen­te le condizioni minime che rendono praticabile la democrazia locale (comu­nale, provinciale, forse an­che regionale) e che un commissariamento centra­le si rende, per quelle zo­ne, e per molti anni, indi­spensabile. In modo da co­ordinare interamente dal centro sia la guerra alle or­ganizzazioni criminali sia l’imposizione (per lo più, contro le classi dirigenti lo­cali) di progetti di svilup­po. Occorrerebbe un accor­do di ferro fra maggioran­za e opposizione. Siccome quell’accordo non si può fa­re, continueremo ad ascol­tare impotenti le notizie che arrivano dalla Campa­nia e da altre zone del Sud lamentando le solite infil­trazioni, la solita corruzio­ne, il solito clientelismo.

Fonte: Corriere della Sera

Rettondini Sindaco di Legnago

9 giugno 2009 1 commento

L’è arivà ieri sera dopo zena la notizia sperà : Roberto Rettondin (Lega Nord e PDL) sindaco de Legnago col 53% al primo turno.
Distaco groso su Damiano Ambrosini e le 3 liste in apogio (39%).

Chi de seguito i risultati :

  • Lega Nord 31,6%
  • PDL 21,6%
  • UDC 3,62%
  • Nuova Città 5,04%
  • Legnago al Centro 10,57%
  • Liberinsieme 6,50% 
  • La Rosa 21,04%

I consiglieri:

  • Lega Nord : 7
  • PDL : 5
  • La Rosa : 4
  • Legnago al Centro : 2
  • Liberinsieme : 1
  • Nuova Città : 1

Par la Lega Nord i seguenti : Nicola Negri, Maurizio De Lorenzi, Andrea Grazio, Lucio Martinelli, Marco Salandin, Fabio Donella, Michcle Menini.
Par poco pì de 150 voti la Lega no la fasea el otavo consilier, pecà.

Dopo i risultati dele europee e via via dele provinciali ghe iera otimismo ma anca ansia, parchè pochi voti i podea decidar se se dovea nar al balotagio o no. L’è inutile dir che al balotagio, nonostante i 2000 e pasa voti de distaco, la saria sta dura.
Come disea un articolo de l’Arena de calche giorno fa i temi so la sicureza i g’avaria fato la difarenza.
Ma g’ha fato la difarenza anca l’impegno e l’umiltà de un grupo unio,senza crepe, co ben in testa l’obietivo finale. 
Mai molà un secondo, mai pensà de aver zà vinto in partenza, tantio sacrifici personali.
Ma deso l’è zà n’altro giorno e bison pensar a governar on comune co tanti debiti e co on bilancio eletoral fato solo par i primi 6 mesi dala pasà aministrazion, che vol dir zero schei nei capitoli, z e r o, che vol dir far subito na variazion de bilancio par nar a garantir servizi fondamentali (anca el policino).
Entro 20 giorni facilmente ghe sarà el primo consilio e spetemo de festegiar na vitoria costruia in tanti ani de soferenze e umiliazion da parte de tuti i militanti, compreso el sotoscrito. Na vitoria e na rivincita anca mia.

Risultati elezioni europee : Lega primo partito a Legnago

8 giugno 2009 Nessun commento

Lega Nord primo partito ale europee a Legnago col 29,63%, segue el PDL col 29,47% a un pugno de voti, el Partito Democratico al 25,67%.
Afluenza praticamente pari a coela de 5 ani fa, con na particolarità : alla sezion de la casa de riposo (Legnago centro) g’ha votà manco del 50% dela gente, dato che g’ha influio un bel poco sula percentuale finale (75,9%).

Femo na analisi par sezion.

  • Lega Nord : fortissima a San Pietro, Vangadizza, San Vito e Canove! Bon risultato a Porto  e Vigo, discreto a Casette (1 sezion ala Lega, 1 al PDL, 2 al PD), deludente a Legnago centro (risaputo).
  • PDL : fortissimo a Legnago Centro! Bon risultato a Terranegra e Porto, deludente a Vangadizza, el resto nela media.
  • PD :  Bon risultato a Casette e Vigo e Porto, deludente a Vangadizza (13% sotto ala Lega nela frazion del candidato sindaco) , el resto nela media.

A Porto i 3 partiti praticamente a pari al 29 %
A Casette, a sorpresa, va mejo de tuti el PD (se coei de casette i vota cosita anca ale comunali, no se scampa al balotagio).
In oni caso el salvatore del PD el g’ha on nome e cognome : Silvio Gandini (2148 preferenze su 3991) . I legnaghesi i g’ha visto la posibilità de mandar on legnaghese in europa.
Ma ghe saràlo anca ale comunali sto tirante? Anca da coelo dipende el risultato.

Berlusconi : Alla Lega la presidenza del Veneto

4 giugno 2009 Nessun commento

Dichiarazion del berlusca a porta a porta.
A parte tuto no gh’è certo bisogno dela so concesion su coelo che no l’è mia suo.
Comunque spetemo dominica de note e vedemo…
 

Abbiamo già per il futuro delle regioni del nord in mente da attribuire alla Lega delle cariche importanti, come la presidenza della Regione Veneto. Ne abbiamo parlato già alcune volte – aggiunge Berlusconi – naturalmente ne parleremo ancora e questo rientrerà in un piano di accordi complessivi che sono sicuro saranno presi con la soddisfazione di entrambi». 
Una notizia quest’ultima che lasciava perplesso il coordinatore Pdl del Veneto Alberto Giorgetti che in una nota dichiarava: «Naturalmente attendiamo conferma di una così incredibile notizia. In ogni caso il Pdl del Veneto non ha alcuna intenzione di lasciare questa regione alla Lega Nord, essendo il PdL il primo partito e lo sarà ancora dopo il 6 e il 7 giugno prossimo. Noi non molliamo anche perchè a decidere è il cittadino elettore».
E a tempo di record Berlusconi precisava: «Il candidato alla presidenza della regione dipenderà dai risultati delle Europee. Chi prevarrà fra Pdl e Lega avrà diritto a candidare il presidente. Per il Veneto non può essere diverso da così. La prevalenza alle Europee sarà indicativa e forse decisiva per le regionali del 2010

Sondaggio Elezioni Legnago: Primo turno o ballottaggio ?

27 maggio 2009 Nessun commento

Quale sarà l’esito delle elezioni comunali del 6 e 7 giugno 2009 a Legnago ?
Tutti si dicono fiduciosi e convinti che tiri l’aria giusta ma che bisogna comunque lavorare tanto perchè la cosa più probabile è un testa a testa tra i due candidati di maggior peso : Roberto Rettondini per la Lega Nord ed il Pdl e Damiano Ambrosini per La Rosa, Liberinsieme e Legnago al Centro ( in pratica centrodestra contro centrosinistra).
Ma davvero nessuno dei due ha la potenzialità per riportare una vittoria al primo turno ed evitare l’incognita del ballottaggio?

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L'ignoranza della Gelmini e della Garavaglia sulla lingua veneta a scuola

21 maggio 2009 1 commento

Maria Pia Garavaglia (Partito Democratico – Franceschini) : Veronese secondo ela ma in realtà l’è de Cuggiono (MI) , è stata vicesindaco di Roma con Veltroni e poi catapultata nelle liste per il senato in Veneto. Ci l’ha mai vista chi?

«Da parlamentare eletta in Veneto — prosegue la Garavaglia — mi sta mol­to a cuore la difesa della cultura e del­l’identità regionale, ma la proposta le­ghista è priva di senso. Proprio per la sua natura locale, il dialetto non può di­venire una materia d’insegnamento, poi­chè appartiene a una cultura diversa da quella scolastica. E in ogni caso chi sta­bilisce qual è il veneto che va insegnato a scuola? Quello di Venezia? O quello di Vicenza? E perchè non quello della mia Verona? Ma come si fa poi con quelli del Polesine? E vogliamo dimenticare il Ca­dore? Insomma — conclude la parla­mentare veneta — parliamo di cose più serie»

Maria Stella Gelmini (Popolo della Libertà – Berlusconi) : Bresciana, quindi dai territoria dell’ex Repubblica Serenissima di Venezia, ministro della distruzione (ops…istruzion) italiana.
E de coesta sa dir?

Fredda la risposta della Gel­mini: «E’ un’idea, ma a scuola vanno in­segnate le materie importanti e non mi pare che questa lo sia».

Articolo completo

Complimenti! Un ministro e na senatrice ignoranti come na zoca (nel senso che le ignora l’importanza de calcosa).
La solita scuxa de tuti i parlamentari e ministri de rejime l’è la stesa : coale Veneto se g’ha da parlar? Coel de Vicenza o de Venezia, coel de Verona o de Belluno?  (Forsi l’è el caso che la se leza el libro “Esiste la lingua veneta?” de Gianfranco Cavallin)
E in Italia coale italian bixon parlar? Coelo de Milan o de Palermo? Coelo de Roma o de Genova? Coelo de Napoli o coelo de Firenze? Coelo de Trieste o coelo de Bari?
Le solite scuxe de ci no g’ha argomenti. Forsi i se desmentega che la lengoa Veneta l’è sta lengoa franca su tuto el mediterrano par secoli e che la existe ben prima del dialetto toscan (lengoa italiana). E i se desmentega che l’è l’italian che g’ha ciapà a modelo tanti termini da la lengoa Veneta. Da anni se asiste al tentativo de sminuir la nostra lengoa ciamandola dialeto, dando l’impresion che la sia na lengoa insignificante e da boaroti campagnoli, ma noialtri ghe ne nemo fieri. A dispeto de coel che dixe la Gelmini. Chi l’unica che no l’è importante l’è ela.
E se la se dimete la ne fa on piaxere.