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Posts Tagged ‘regione sicilia’

4500 nuove assunzione per la Regione Sicilia

8 maggio 2010 Nessun commento

Nella finanziaria approvata il 30 aprile scorso la Regione Sicilia ha deliberato per 4500 nuove assunzioni.
La Regione Sicilia conta già 21.000 dipendenti (con una popolazione di 5.000.000 di persone) contro la Regione Veneto che ne conta meno di 4.000.
Il Veneto ha 8 dipendenti ogni 1.000 abitanti, la Sicilia 25.
Evidentemente la Grecia non ha insegnato niente.

Regione Sicilia : aumento stipendi dipendenti del 38%

5 febbraio 2010 Nessun commento

Per ogni dipendente 42 mila euro, in 4 anni aumenti del 38%. Direttori a riposo con 5.300 euro al mese

ROMA — Nel suo ultimo libro Renato Brunetta dice che per sollevare il Sud dalla sua condizione si dovrà fare un’altra spedizione dei Mille. Ma quando il ministro della Funzione pubblica sbarcherà a Marsala, anziché picciotti disposti a combattere con la camicia rossa troverà più verosimilmente un esercito di sindacalisti sulle barricate. Brunetta dichiara guerra ai distacchi sindacali, sostenendo che in questi anni se n’è «fatto abuso», e li taglia del 15%, riducendoli a una media di 76 minuti l’anno per ogni dipendente? Bene, in base a un accordo firmato nel 2003 dall’allora governatore Totò Cuffaro, i 14.158 dipendenti a tempo indeterminato della Regione siciliana, dei quali 2.110 sono dirigenti, hanno ancora diritto a 35 mila giornate di permessi, pari a 249.200 ore, o 1.056 minuti ciascuno. Non è uno sbaglio. Sono proprio 1.056 minuti, cioè 14 volte più di quanto spetta a un altro comune mortale che lavora al ministero. È come se 150 persone non andassero mai in ufficio.

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UDC : Cuffaro condannato a 7 anni per mafia

25 gennaio 2010 Nessun commento

Favoreggiamento aggravato per avere agevolato la mafia e rivelazione di segreto istruttorio

PALERMO – Salvatore Cuffaro è stato condannato in appello a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato la mafia e rivelazione di segreto istruttorio. L’accusa aveva chiesto una condanna a otto anni. Il 18 gennaio 2008 in primo grado l’ex presidente della Regione Sicilia, ora senatore dell’Udc, era stato condannato a cinque anni in quanto era stata esclusa l’aggravante mafiosa. Per quanto riguarda gli altri imputati, Giorgio Riolo è stato condannato a otto anni (riconosciuto il concorso esterno e non più il favoreggiamento aggravato) e Michele Aiello a 15 anni e sette mesi.

«RISPETTO LA SENTENZA» – «L’ho detto prima e lo ripeto anche adesso che avrei rispettato la sentenza con serenità e lo farò anche adesso». È stato il primo commento alla sentenza di Salvatore Cuffaro. «So di non essere mafioso e di non avere mai favorito la mafia. Da cittadino avverto la pesantezza di questa sentenza, che però non modifica il mio percorso politico», ha aggiunto il senatore Udc. «La corte ha rivalutato il materiale processuale con una meditazione ulteriore che è poi l’essenza del processo di secondo grado», ha commentato il procuratore generale Daniela Giglio, che ha sostenuto l’accusa al processo d’appello.

«LASCIO INCARICHI IN UDC» - Cuffaro ha poi fatto sapere di lasciare ogni incarico nel partito. «Prendo atto però della sentenza della Corte. In conseguenza di ciò lascio ogni incarico di partito. Mi dedicherò, con la serenità che la Madonna mi aiuterà ad avere, alla mia famiglia e a difendermi nel processo, fiducioso in un esito di giustizia».

INTERDIZIONE PERPETUA – In primo grado Cuffaro era stato anche condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione che però sarebbe scattata solo in caso di conferma del giudizio anche in appello.

LA VICENDA – A Cuffaro la procura contesta il reato di violazione del segreto istruttorio accusandolo di aver fatto sapere al boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, attraverso un suo amico ed ex assessore comunale Udc alla sanità, Domenico Miceli (condannato a 8 anni), che nell’abitazione del boss erano state installate microspie e bruciando in questo modo l’inchiesta. Cuffaro avrebbe appreso dall’ex maresciallo dei carabinieri, Antonio Borzacchelli, poi eletto deputato regionale, dell’esistenza di microspie sistemate dagli investigatori del Ros nell’abitazione di Guttadauro. La procura sostiene anche che Cuffaro si sarebbe incontrato nel retrobottega di un negozio di Bagheria con Michele Aiello, imputato nello stesso processo con l’accusa di associazione mafiosa e ritenuto un prestanome del boss Bernardo Provenzano. La versione di Cuffaro è che l’incontro con Aiello riguardava il tariffario regionale, in quanto Aiello all’epoca era proprietario di una clinica di Bagheria all’avanguardia per la cura dei tumori.

FAVA: «SI DIMETTA» – «Le sentenze si rispettano dimettendosi. Totò Cuffaro, diventato senatore della Repubblica per mettersi al sicuro dalla giustizia, è una vergogna per tutto il Paese». È quanto afferma Claudio Fava, coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà.

Fonte : Corriere della Sera